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le ali della libertà - questo blog è un diario di pura fantasia, i nomi dei personaggi e dei luoghi che vi compaiono sono inventati; opinioni,fatti,misfatti riferiti a fatti o persone realmente esistite è puramente casuale e non voluto
ma quale paese democratico ma quale libertà...
post pubblicato in sfogliando/leggendo/capendo l'Unità, il 25 gennaio 2006


Al di là che si tratti di un giornale con chiari e noti connotati politici ed ideologici, al di là delle proprie idee politiche, al di là del gioco delle parti e delle partigianerie...riposto un articolo pubblicato sull'Unità il 23 gennaio u.s. e riportato fedelmente dal sito di informazione indipendente www.ilbarbieredellasera.com ...
perchè? Semplice perchè vorrei che nessuno in un paese libero possa impunemente brandire un qualsiasi quotidiano e accusare dei giornalisti di aver svolto il loro lavoro, con modalità da Santa Inquisizione o peggio...e soprattutto che tutto questo possa avvenire senza che le altre testate, nessuna esclusa, si schierino per la difesa della loro stessa libertà...inquietante resta il silenzio di un Ordine dei Giornalisti sempre più privo di senso, sempre più ricco di poteri medievali...

I giornalisti dell’Unità pubblicano in prima pagina una dura lettera aperta ai colleghi (da il barbieredellasera.com)

L'aggressione del premier a l'Unità. Una lettera aperta ai giornalisti

Dopo l'inaudito attacco del premier a l'Unità, fatto brandendo una copia del giornale davanti ad una folla urlante di suo fan, il comitato di redazione, la rappresentanza sindacale dei giornalisti de l'Unità, ha pubblicato una lettera aperta ai colleghi lamentando la mancata tutela, sia in questo che in altri casi di aggressione da parte di Silvio Berlusconi, da parte dell'Ordine dei giornalisti che invece interviene con solerzia nei confronti di altri nostri colleghi

«Cari colleghi, l' inquietante episodio di Firenze, con il presidente del Consiglio a brandire davanti ad una folla plaudente il giornale l' Unità indicandolo come un nemico da combattere e da perseguire, è soltanto l'ultimo sconcertante attacco a questo giornale e alla professionalità di chi vi lavora.

Sempre sabato a Firenze una persona che aveva accesso alla sala stampa identificata la collega Marcella Ciarnelli come inviata dell' Unità l' ha così apostrofata: «Non mi siedo accanto ad una persona che lavora all' Unità...». Frase che ha stupito enormemente una giornalista austriaca presente.

La colpa dell' Unità e dei giornalisti che vi lavorano è di aver fatto in questi anni fino in fondo il proprio mestiere esercitando il diritto di critica e di cronaca, così come previsto dall' articolo 21 della Costituzione. Ma contro questo collettivo sono state mosse ripetutamente delle accuse dal presidente del Consiglio solo per il fatto di esserci occupati di lui.

A fronte di ciò riteniamo non ci sia stata tutela adeguata da parte degli organismi della categoria. Così come non c'è stato nulla quando in una trasmissione televisiva Giuliano Ferrara ha definito l'Unità un giornale tecnicamente omicida; così come non c'è stata un'azione a tutela degli organismi di categoria quando l'inviata Marcella Ciarnelli ha dovuto fronteggiare accuse durissime del presidente del consiglio, in diretta tv, nella conferenza stampa a fine 2005.

Ma l'Ordine dei giornalisti ha, al contrario, deciso di convocare rapidamente Natalia Lombardo e Furio Colombo “rei” di aver fatto cronaca e critica nei confronti di Clemente Mimun e Bruno Vespa. Con una sproporzione inaudita tra l'inerzia mostrata negli episodi in cui giornalisti dell'Unità sono stati vittime di attacchi e la solerzia mostrata quando sono altri a lamentarsi.

Ci rivolgiamo ai colleghi perché sentiamo intorno a noi un assordante silenzio, tanto più inquietante quando l' attacco alla libertà d'informazione viene da una delle più alte cariche dello stato.

L’Unità

23 gennaio 2006




permalink | inviato da il 25/1/2006 alle 17:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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